SUMMER OPEN SEA KAYAK EXPEDITION...

Fin dalla prima volta che ci siamo avventurati sul Mar Egeo, abbiamo fantasticato di pagaiare per un lungo periodo tra le sue innumerevoli isole... senza avere l'assillo di dover finire nel tempo a disposizione quello che ci eravamo prefissati.
Ora questa aspettativa si è concretizzata: il viaggio inizia a fine giugno con un biglietto di sola andata...
Quando avremo finito le Isole Cicladi... torneremo a casa...
Tatiana e Mauro
Please use the translator on the left.
We're paddling most of the day and we don't have enough time to translate every single post...
We're confident you understand our position!


domenica 4 dicembre 2016

Preziosi ritrovamenti!

La prima settimana trascorsa finalmente a casa non è stata facile.
Abbiamo dovuto riprendere le misure con la terra ferma, come mi ha scritto un amico.
Il ritorno alla vita quotidiana, chiusi dentro quattro mura, nei primi giorni ci ha disorientati.
Abbiamo bisogno di uscire spesso, di cercare panorami aperti, di respirare l'aria fredda dell'inverno.
Dobbiamo anche riordinare casa: dopo avere controllato, riparato e sistemato parte delle apparecchiature elettroniche e dell'attrezzatura nautica e da campeggio (il resto giace ancora inerme sul pavimento), è stata la volta anche dei mie "preziosi ritrovamenti"!
Li ho lasciati per un po' in attesa sul terrazzo, poi li ho lavati con cura e, problema che non avevo mai dovuto affrontare nei precedenti viaggi estivi, ho dovuto cercare un posto al chiuso dove metterli ad asciugare: i caloriferi di casa sono stati occupati per tre giorni interi da ciotoline di varie dimensioni...

L'ultimo pacco spedito in traghetto dall'isola di Tinos al porto di Atene
I "preziosi ritrovamenti" distribuiti sul terrazzo
Le varie fasi della pulitura e del lavaggio...
Durante la fase di asciugatura dentro casa
Eccoli (quasi) tutti pronti per l'esposizione universale!

Per i più curiosi, che mi hanno già subissato con un serie di domande su cose che non avrei mai pensato potessero interessare a nessun altro all'in fuori di me sola medesima, ecco alcuni dati assai interessanti:
- ho spedito a casa per posta aerea un primo pacco di 2 chili dall'isola di Kimolos, nelle Cicladi occidentali, e poi un secondo pacco di 3 chili dall'isola di Donoussa, nelle Piccole Cicladi;
- ho approfittato della disponibilità degli amici romani incontrati ad Anafi, nelle Cicladi meridionali, per spedire, insieme ai pannelli solari, anche una "certa quantità" di sassi e legnetti;
- ho spedito un terzo ed ultimo pacco, quello della foto, ad Atene, utilizzando il traghetto di linea, su suggerimento di Manolis, che si era offerto di andare a ritirarlo al porto del Pireo.
Siccome mi ricordo perfettamente quel che ho trovato e dove, ho anche scoperto, alla fine dei lavori di sistemazione, divisione e catalogazione, che mi manca un pezzetto di marmo bianco che avevo raccolto nei pressi del sito archeologico di Kea... me lo restituirà mai, il folletto dispettoso di casa?!?

lunedì 28 novembre 2016

Wiskie 2016

Sulla via del ritorno, ancor prima di mettere piede in casa, ci siamo fermati a Bocca di Magra.
Luciano Belloni, uno dei padri nobili del kayak da mare italiano, organizza ogni anno il WISKIE, WInter Sea Kayak Italian Event, un raduno autunnale che richiama pagaiatori da tutta Italia.
Quest'anno è arrivato alla sedicesima edizione: 16 anni di WISKIE e di LUCIANO BELLONI!
Abbiamo risposto con grande piacere al suo invito e abbiamo raggiunto lui ed i numerosi partecipanti all'incontro per la cena che allieta le due giornate di pagaiata.
Senza entrare in acqua. Per due ragioni: perché i Voyager hanno bisogno di una corposa manutenzione e perché non avevamo con noi l'abbigliamento adatto. L'inverno è ormai alle porte ed abbiamo notato che le mute stagne sono sempre più numerose, come anche i sorrisi che spuntano sui visi non appena si annuncia la pagaiata...

Luciano Belloni introduce la serata del Wiskie 2016
Alcuni dei sempre numerosi partecipanti all'incontro...
Arrivederci al 2017!!!

Luciano è anche il grande intrattenitore della serata.
Raccolti intorno ai tavoli rotondi, i partecipanti hanno ascoltato il messaggio di benvenuto, tradotto in oltre 10 tra lingue straniere e dialetti locali: uno spasso!
Prima di srotolare il lungo striscione colorato che nel 2016 ha caratterizzato ogni raduno organizzato dall'infaticabile Belloni, sia ai laghi che al mare, è stato dedicato un momento partilare ad una "lettura amena", il ricordo delle iniziative canoistiche che hanno riempito l'anno che sta per concludersi.
Anche il nostro viaggio alle Isole Cicladi si è conquistato un posto d'onore nelle rime di Luciano Belloni, che ci ha emozionato nel ricordarlo con queste parole:
"Intanto nell’Egeo gli Amici delle Cicladi son in viaggio
per lunga vacanza del loro pianificato vagabondaggio,
san che laggiù non c’è Breva ma Meltemi giornaliero
che s’ha d’affrontare con fatica e spirito battagliero.
Nei mesi s’è vissuta esperienza e lor procedere
grazie all’aggiornato blog e quotidiano accedere,
“stiamo bene e il viaggio prosegue come programmato”
il messaggio rassicurante giornaliero è sul blog postato. 
Più non si listano aggettivi di ossequioso complimento
ma quale sarà nuovo sogno e sul blog l’appuntamento?
… così iniziò un sogno!
nella certezza che altri seguiranno."

giovedì 24 novembre 2016

I numeri del viaggio

Come per ogni viaggio in kayak, anche questa volta ci divertiamo a dare i numeri!
Era un grigio pomeriggio di novembre, durante un lungo temporale sull'isola di Kea, quando abbiamo fatto i conti con il nostro lungo viaggio alle Isole Cicladi.
Una volta tornati a casa, abbiamo controllato i calcoli ed aggiunto qualche particolare...
Ci sarebbero anche tanti altri dati sui cinque mesi di viaggio, ma per ora ci fermiamo a questi.
Non abbiamo mai pesato i kayak, per esempio, ma prima o poi lo faremo!

La girandolina colorata e la bandiera italiana al termine dei cinque mesi di viaggio...

144 giorni di viaggio (dal 24 giugno al 14 novembre 2016)
29 giorni di sosta (voluta per il meritato riposo o forzata per il mal tempo)
115 giorni di navigazione (con mari e venti variabili, per direzione ed intensità)
32 isole visitate
2207 km totali pagaiati in kayak
3 km la tappa più corta - 37 km la tappa più lunga
45 traversate tra le isole
610 km totali di traversate
0.5 km la traversata più corta - 35 km la traversata più lunga
55 taverne diverse "assaggiate" (alcune anche da 2 a 7 volte!)
1 notte trascorsa in albergo
1 portafoglio perso e ritrovato
1 furto in tenda ad Atene (telefono cellulare + orologio da polso + beauty-case)
1 furto in kayak a Santorini (GPS + sua custodia stagna + fotocamera + coltello + maglietta)
1 furto in spiaggia a Kea (pantaloni semi-stagni)
3 pacchi di "preziosi ritrovamenti" spediti a casa per posta
230 km percorsi a piedi per visitare l'entroterra delle Isole Cicladi
35.355 visite sul blog del viaggio (fino ad oggi!)
.....

lunedì 21 novembre 2016

Una serata in compagnia ad Atene

Quando eravamo ancora a Kea, in attesa di scoprire se il Meltemi ci avrebbe o meno permesso di concludere il nostro lungo viaggio intorno alle Isole Cicladi, abbiamo ricevuto un bel messaggio da Stavros, il nostro amico greco che per tutti questi mesi si è preso cura della Mauromobile.
Stavros è il titolare del negozio "Cannibals Kayak House" ed è stato uno dei più assidui ed entusiasti sostenitori della nostra estate in kayak. Alla partenza dalla spiaggia di Varkiza lo scorso 24 giugno, ci aveva consegnato due decalcomanie col logo del suo negozio: le abbiamo incollate sulla prua dei Voyager e per quasi cinque mesi hanno fatto capolino tra le pale delle pagaie divisibili sistemate sotto gli elastici del ponte anteriore.
Stavros ci chiedeva se volevamo partecipare ad una serata di presentazione del viaggio: la nostra risposta è stata immediata e positiva, visto che siamo sempre molto contenti di condividere le nostre esperienze canoistiche con altri appassionati di viaggi e di mare.
Siamo sbarcati sulla spiaggia di Varkiza la sera di lunedì 14 novembre: la serata era fissata per il mercoledì successivo, il 16 novembre, appena due giorni più tardi. Il Presidente in carica degli Stati Uniti, Barack Obama, era in visita diplomatica ad Atene in quelle stesse giornate: con le straordinarie misure di sicurezza adottate, non avremmo avuto nessuna possibilità di visitare il centro storico della capitale, tanto meno l'Acropoli, che comunque avevamo già avuto occasione di vedere in uno dei nostri precedenti viaggio in Grecia. Anche se avessimo voluto fare un giro in città non ci saremmo potuti allontanare molto dall'albergo sul lungomare: il momento è stato quindi propizio per restare seduti nel salotto a selezionare le ultime foto del viaggio.

La foto-ricordo dell'arrivo al circolo velico ENOA
Il nostro viaggio alle Isole Cicladi
L'inizio della serata
Un momento della presentazione
Alcuni dei partecipanti all'incontro

Stavros ci ha dato appuntamento alle 18 per controllare che tutto funzionasse a dovere per la proiezione delle circa 80 foto selezionate.
Il circolo velico ENOA che ci ha ospitato è uno dei più illustri e carichi di storia sportiva della capitale greca: è affacciato sul Golfo Saronico, proprio di fronte all'isola di Egina, una di quelle che dobbiamo tornare a visitare. Ha un ricco parco barche, da K1 a K4, passando per una lunga serie di kayak da competizione ed arrivando anche a surf-ski e stand-up-paddle. Stavros ci ha accompagnato subito alla rastrelliera dei kayak da mare e la responsabile del circolo ci ha mostrato con orgoglio la bacheca carica di coppe e medaglie. L'ENOA è infatti il circolo velico di Atene che vanta alcuni tra i più giovani campioni olimpici greci, in diverse specialità del canottaggio e della vela. L'atmosfera è stata molto calorosa e cordiale.
Piano piano sono arrivati nell'ampia sala allestita per la presentazione le persone invitate da Stavros: alcuni kayaker greci che già avevamo incontrato durante il viaggio, altri che subito ci hanno detto di avere fatto 400 Km per partecipare alla serata, e anche dei semplici appassionati di viaggi-avventura che pure si sono trattenuti a lungo per fare una serie di domande curiose e stimolanti.
Non è stato semplice riassumere in poco meno di un'ora un viaggio durato quasi cinque mesi ma è stato facile condividere le emozioni vissute in mare, raccontando delle albe e dei tramonti, degli imbarchi e degli sbarchi, delle soste alle taverne e soprattutto delle traversate e delle varie giornate di navigazione in kayak.
La serata si è conclusa con due graditissimi omaggi: la polo di "Cannibals Kayak House" offerta da Stavros ed il volume fotografico sulla storia dell'ENOA offerto dalla gentilissima responsabile del circolo velico.
In realtà, la serata ha avuto anche una seconda conclusione con una gustosa ed abbondante cena a base di pesce in un'accogliente taverna di Atene, che ha così fatto salire di un numero il totale delle taverne in cui abbiamo fatto una sosta!

martedì 15 novembre 2016

Il viaggio alle Cicladi è finito!

Domenica 13 novembre 2016 - 143° giorno di viaggio
Korissìa, Kea - Akrotiri Sounion, Attica (31 Km)
Vento NW 11-12 nodi (F4) in attenuazione dalle ore 15,00 - Mare da mosso a poco mosso - Temperatura 19°C
Finalmente lasciamo Kea, l'isola che per prima ci ha accolto e che per ultima ci saluta.
Le previsioni meteo non sono proprio quelle che speravamo di ricevere ma non c'è alcuna speranza che la finestra di bel tempo possa in qualche modo migliorare: se non partiamo oggi, benché il mare sia increspato di frangenti già dal primo mattino, rischiamo di rimanere a Korissìa un'altra intera settimana. E benché Kea sia l'isola icona di questo lungo viaggio intorno alle Cicladi, non vediamo l'ora di completare il periplo dell'arcipelago, di arrivare ad Atene e di tornare a casa!
Quindi oggi partiamo.
Anche se il vento è più forte del previsto.
Anche se il mare è più mosso del previsto.
Appena fuori dal porto di Korissìa capiamo anche che la traversata sarà più lunga del previsto: durante la prima ora di navigazione copriamo la misera distanza di appena tre chilometri. Ce ne mancano altri 27 e se manteniamo la stessa velocità di crociera impiegheremo non meno di altre nove ore per raggiungere l'Attica, rischiando di sbarcare a notte fonda. Dovremmo in tal caso ricorrere al piano di riserva e fermarci sull'isola di Makronissos, che invece abbiamo sempre voluto considerare un'eventuale tappa intermedia.
Il mare non ci aiuta a migliorare l'andatura. Il vento neanche.
Come da previsioni, il mare in scaduta dei giorni precedenti spinge nel canale tra le isole un'onda lunga da sud-ovest, mentre il vento in arrivo da nord-ovest produce un'onda nuova esattamente contraria. Il risultato è una trama intrecciata e confusa che fa avanzare i kayak in maniera discontinua e saltellante. Le onde incrociate raggiungono i Voyager al mascone, sia di dritta che di sinistra, senza però lasciarci alcuna possibilità di sfruttarle per avanzare in modo più deciso: anche durante la seconda ora copriamo soltanto altri tre chilometri.
Siamo un po' scoraggiati quando Mauro legge sul GPS che anche al termine della terza ora siamo attestati ancora e sempre sulla stessa misera velocità, appena tre chilometri orari.
La nostra unica speranza è che le previsioni, come al solito, siano attendibili e che l'annunciata attenuazione arrivi puntuale di primo pomeriggio. Teniamo duro fino all'ora di pranzo, andiamo avanti come possiamo e continuiamo a vedere l'isola di Makronissos stagliata all'orizzonte e che sembra non avvicinarsi mai.
Incrociamo una prima porta-container quando siamo ancora nei pressi dell'isola di Kea: la sua rotta è completamente diversa da quella di tutte le altre navi che abbiamo osservato da terra nelle giornate precedenti. Speravamo che di domenica, come era già successo in un'altra traversata "festiva", il mare fosse solcato da un minor numero di mercantili. Invece pare che oggi i capitani di lungo corso non tengano in alcun conto il fatto che ci siano in mezzo al mare due poveri canoisti che vorrebbero tanto rimanere da soli. Oggi le porta-container "tagliano" il canale in diagonale, seguendo una rotta da sud-ovest a nord-est, e viceversa, che incrocia sempre e comunque la nostra direzione. Però c'è una nota positiva, come sempre, come in ogni cosa: quando la seconda nave si avvicina, e poi anche la terza, diventando ogni minuto più grande e maestosa e spaventosa, noi ci ritroviamo insperatamente ad aumentare l'andatura, spingendo i nostri poveri kayak ad una velocità prima mai raggiunta (e chiedendo ai nostri poveri muscoletti uno sforzo imprevisto ed estremo). La tecnica funziona: la paura fa novanta, direbbe qualcuno! Tutte le navi ci passano a poppa, lasciandoci sufficiente spazio di manovra per mettere in salvo i nostri kayak, le nostre persone e le nostre speranze di concludere incolumi il viaggio!
E alla fine Makronissos è vicina.
Ci concediamo una meritata pausa in mare sotto il suo "piccolo-vero-faro" del capo meridionale, al riparo dal vento che sull'altro versante dell'isola sta ancora increspando la superficie ma che ci ha già lasciato intendere che sarà molto più benevolo nei nostri confronti durante l'ultima parte della traversata.
Sarà la stanchezza, sarà la voglia di raggiungere la terra-ferma, sarà l'emozione che sempre mi attanaglia in momenti come questi, ma appena scorgo in lontananza Capo Sounion, con le colonne del tempio di Poseidone perfettamente riconoscibili, stagliate nel cielo azzurro del tardo pomeriggio, laggiù sull'Attica che da giorni speriamo di raggiungere, mi scoppia dentro un singhiozzo così grande e sonoro che Mauro quasi si preoccupa (quasi!).
Stiamo per arrivare.
L'ultimo sforzo. L'ultimo stretto. L'ultimo tratto di mare da traversare.
Il mare pian piano si spiana, lasciandoci passare il canale tra Makronissos e Capo Sounion con estrema facilità. L'unico incontro in mare è con un grosso motoscafo intento a pescare: appena il comandante ci scorge, ritira le lenze, accende i motori e ci fa un grande giro attorno. Stiamo già pensando di dover ricorrere ai soliti gesti codificati per gli insulti internazionali, quando quello si porta sottovento ed una volta illuminato dall'ultima luce del giorno, ci chiede se va tutto bene e se vogliamo bere qualcosa. Noi avremmo pure voglia di festeggiare, stappando una bottiglia di spumante, ma sappiamo di essere ancora in anticipo: oltre agli ultimi dieci chilometri fino a Capo Sounion, ci manca ancora l'ultima tappa per arrivare ad Atene.
Sbarchiamo sotto il tempio di Poseidone proprio al tramonto, quando il sole si tuffa in mare infuocando tutto il cielo sopra in nostri kayak.
Montiamo il campo (quasi) nello stesso posto dell'altra volta, dove avevamo avvistato i due "famosi"  uccelli-capra, quegli strani pennuti con la maschera da ladro che poi in molti amici-lettori ci avevano svelato essere delle "famose" pernici.
Non ci speravamo più, visto che la stagione estiva è da tempo terminata, ma la taverna dove avevamo cenato a giugno, all'inizio del nostro viaggio, è ancora aperta. Quale modo migliore per celebrare il nostro ritorno sull'Attica?

L'ultima delle porta-container incrociate durante la traversata tra Kea e Makronissos
La sosta in mare sotto il "piccolo-vero-faro" di Makronissos
Il tramonto di fuoco mentre transitiamo sotto Capo Sounion
Gli ultimi barlumi di sole al nostro arrivo a Capo Sounion
La partenza da Capo Sounion, con un ultimo saluto al tempio di Poseidone
Manolis!
Una delle tante foto che Manolis ci ha scattato
Una delle poche foto che noi abbiamo scattato a lui!
Selfie triplo
Mauro e Manolis verso Atene
Mauro ed io verso la spiaggia di Varkiza di Atene
Gli ultimi momenti di navigazione
La soddisfazione all'arrivo (thanks so much, Manolis, for those fantastic pictures!)
E la stanchezza!
E la felicità!
Il bacio "incriminato"!
La Mauromobile carica dei Voyager, pronta per un nuovo viaggio...

Lunedì 14 novembre 2016 - 144° giorno di viaggio
Akrotiri Sounion - Varkiza (Atene), Attica (29 Km)
Vento NE 10-11 nodi (F4) in aumento dalle ore 18,00 - Mare poco mosso - Temperatura 18°C
L'ultima giornata di viaggio inizia con una notizia piacevole ed imprevista: Manolis ci raggiunge per pagaiare insieme a noi fino ad Atene.
Siamo rimasti in contatto sin da quando abbiamo lasciato Anafi, l'isola che ci ha fatto scoprire con la passione tipica di ogni greco innamorato della propria terra. Quando ci chiedono qual'è l'isola delle Cicladi che ci è piaciuta di più, Mauro ed io rispondiamo in coro: Anafi. E di fronte alla perplessità dell'interlocutore (ma come? è un'isola piccola, lontana dalle rotte turistiche, con una costa poco attrattiva), noi ribattiamo convinti che è stata l'atmosfera trovata sull'isola, l'accoglienza ricevuta, la compagnia speciale di Manolis e di una speciale coppia di amici romani ad averci fatto affezionare così tanto ad Anafi. Anafi ci ha conquistati, Manolis anche: siamo molto contenti di concludere il viaggio intorno alle Isole Cicladi insieme ad un kayaker greco, è una conclusione speciale.
Manolis arriva puntale alle nove del mattino: noi siamo come al solito ancora molto indietro con gli ultimi preparativi e, grazie alla sua pazienza, non rinunciamo a nessuno dei nostri piccoli rituali di viaggio. A rallentare ulteriormente la partenza ci si mette anche una foca monaca: sbuca con la sua testolina lucida al centro della baia, dove l'acqua è così immota da sembrare uno specchio, poi si immerge sinuosa facendo sporgere le sue morbide pinne caudali ed infine si avvicina a riva con un tale impeto che sul momento pensiamo voglia "spanciarsi" sulla battigia, per mettersi a prendere il sole del primo mattino proprio davanti ai nostri kayak: invece no, non viene a "spiaggiarsi", sta solo pescando e non fa altro che precipitarsi avanti e indietro lungo la riva per rincorrere quello stesso branco di pesciolini che tanti gabbiani stanno puntando dal cielo. E' uno spettacolo così inatteso e fulmineo che non riusciamo a scattare neanche una foto: ma l'immagine di questa foca che nuota a due passi da noi ci riempie gli occhi per tutto il giorno!
Partiamo: arriva il momento di prendere il mare per l'ultima volta.
E' l'ultimo giorno di navigazione di questo lungo viaggio intorno alle Isole Cicladi.
Manolis ci distrae dall'emozione che altrimenti ci avrebbe attanagliato sin dalle prime ore del mattino con una serie di domande che ci sorprendono e ci lusingano. Vuole sapere tutto, anche cose che noi non avevamo mai considerato di qualche interesse. E continua a scattarci fotografie, da tutte le angolazioni, passando da una parte all'altra dei nostri kayak, neanche fosse il reporter ufficiale del viaggio!
Senza quasi accorgercene, trascorrono le prime due ore in perfetta sintonia e scegliamo poi di fermarci per una breve sosta su un'isoletta che Manolis ama in modo particolare, perché c'è una piccola spiaggia di ciottoli che, per uno strano gioco di correnti, assume una speciale forma a cuneo, racchiusa tra una serie di scogli scuri ed affioranti che la rendono ancora più suggestiva. Altre foto, ovviamente.
Poi arriva il momento di decidere: costeggiare o tagliare al largo. Siamo tutti d'accordo, senza neanche discutere: tagliamo. La spiaggia di Varkiza è già perfettamente visibile in lontananza: secondo i nostri calcoli mancano appena 14 chilometri. Oggi non è come ieri, il vento passa sul mare quasi senza incresparlo, i nostri kayak solcano le acque del golfo senza sforzo apparente e la nostra andatura è finalmente tornata a dei valori accettabili.
Arriva anche un momento, lungo quasi un'ora, in cui ci facciamo tutti silenziosi e meditabondi: prendiamo rotte leggermente differenti e proseguiamo senza pronunciare parola. Sentiamo che si avvicina il momento tanto a lungo sperato: l'arrivo.
Non ci impensierisce o disturba neanche il venticello che, lentamente ma inesorabilmente, sta crescendo di intensità e che, lentamente ma prevedibilmente, sta riempiendo il mare di tante ochette bianche, sempre più frequenti e sempre più grandi. Siamo talmente concentrati che anche se crescesse oltre le previsioni, non ce ne accorgeremmo quasi: sembriamo tre piccoli automi, l'andatura rimane la stessa e procediamo senza alcun tentennamento.
Abbiamo sentimenti strani e contrastanti che si aggrovigliano nella pancia e nel cuore: vogliamo sbarcare ma vorremmo anche restare in mare, vogliamo chiudere il viaggio ma vorremmo anche ricominciare tutto d'accapo, vogliamo scrivere la parola fine in fondo a questa lunga luna di miele intorno alle Cicladi ma vorremmo anche riprendere a navigare verso Kea... e poi verso tutte le altre isole che hanno riempito la nostra lunghissima estate greca!
Siamo al tempo stesso stanchi e pieni di energia.
Sbarchiamo sulla spiaggia di Varkiza, alle porte di Atene, esattamente dove eravamo partiti quel lontano 24 giugno, quando sono appena scoccate le quattro del pomeriggio.
Dopo 144 giorni di viaggio e 32 isole visitate.
Dopo 45 traversate e 55 taverne.
Dopo 2207 chilometri di navigazione.
Allo sbarco ci attende un'altra inaspettata sorpresa: la Mauromobile è già lì che ci aspetta. L'amico Stavros, il titolare del negozio di attrezzatura da kayak e non solo, se ne è preso cura durante tutti questi mesi in maniera così scrupolosa da farcela trovare lavata da cima a fondo. Ce l'ha portata in spiaggia ben prima che noi lo avvisassimo del nostro arrivo. E sta già preparando qualcosa di speciale che non ci ha ancora voluto confessare...
Mauro è talmente contento che si sbilancia persino a stamparmi un lungo bacio sulle labbra: questo è davvero un evento unico e speciale! Dobbiamo ripetere presto l'esperienza perché voglio assolutamente ricevere un altro bacio con lo stesso identico trasporto! Anzi, a pensarci bene, molti più di uno!!!

lunedì 14 novembre 2016

Check-in/OK messaggio dal Tatiyak SPOT Localizzatore SPOT Personal Tracker

Tatiyak SPOT
Latitudine:37.82062
Longitudine:23.81254
Posizione GPS Data/Ora:11/14/2016 16:14:44 CET

Messaggio:Cicladi Kayak Tour 2016.
Stiamo bene e il viaggio é finito come programmato...

Fai clic sul seguente collegamento per vedere dove mi trovo.
http://fms.ws/d3sLz/37.82062N/23.81254E

Se il link sopra non funziona , provate questo link:
http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=37.82062,23.81254&ll=37.82062,23.81254&ie=UTF8&z=12&om=1

Tatiyak SPOT

Hai ricevuto questo messaggio perché Tatiyak SPOT ti ha aggiunto al suo elenco di contatti SPOT.

Ready for Adventure
FindMeSPOT.com

domenica 13 novembre 2016

Check-in/OK messaggio dal Tatiyak SPOT Localizzatore SPOT Personal Tracker

Tatiyak SPOT
Latitudine:37.65501
Longitudine:24.02418
Posizione GPS Data/Ora:11/13/2016 18:45:51 CET

Messaggio:Cicladi Kayak Tour 2016.
Stiamo bene e il viaggio prosegue come programmato...

Fai clic sul seguente collegamento per vedere dove mi trovo.
http://fms.ws/d2QBK/37.65501N/24.02418E

Se il link sopra non funziona , provate questo link:
http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=37.65501,24.02418&ll=37.65501,24.02418&ie=UTF8&z=12&om=1

Tatiyak SPOT

Hai ricevuto questo messaggio perché Tatiyak SPOT ti ha aggiunto al suo elenco di contatti SPOT.

Ready for Adventure
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